martedì 15 dicembre 2009

La messe è finita

Sono appena stato in chiesa per una messa funebre; mi capita troppo spesso ultimamente, purtroppo. Solo in queste occasioni mi capita oramai di assistere ad una messa; fino ai miei 14? 15? anni per far contenta mia madre ci andavo tutte le domeniche. Per tutto il tempo la mia testa era altrove e il mio sguardo a cercare dove fosse la tipa che mi piaceva tanto; da un certo punto in poi iniziava la mia agitazione, quando cominciavo a riconoscere le frasi prodromiche al momento topico del "scambiamoci un segno di pace". Nella mia timidezza quello era un momento complicato da affrontare, era una specia di crescendo, cominciavo a valutare se la mia mano fosse sudata e a studiare le persone per capire a chi avrei porto la mano cercando di evitare eventuali incroci di braccia sopra braccia che suscitano sempre reazioni scaramantiche, oppure di andare a vuoto. stendendo il braccio verso qualcuno che non se ne sarebbe avveduto, dissimulando imbarazzatissimo subito quel gesto aggiustandomi il ciuffo. Il contatto con un estraneo mi generava sempre una certa tensione e devo dire che oggi l'effetto è mitigato dall'esperienza ma non dissolto del tutto. Dopo quel momento mi sentivo sollevato, il resto era in discesa fino al momento liberatorio del "la messa e' finita, andate in pace" quando nella mia testa cominciava a materializzarsi la prospettiva del piatto di pasta fatta in casa da mia madre che mi attendeva.

20 commenti:

  1. caro signore sapesse quante sofferenze.. uuu! non mi facia parlare guardi..

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  2. Pensavo... se la messe è finita, non occorrono più operai per la messe... e a che servono i preti allora?

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  3. perdindirindina andrea, mi citi persino il vangelo, ma che ci fa un ragazzo cosi' colto nell'umile dimora di un timorato servo di dio?

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  4. eh...
    anni come direttore di coro mi son serviti a qualcosa. e poi a me piace leggere. tutto.

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  5. io? mezzo soprano(ahia,adesso mi scoprono).
    poi son passata alla direzione.

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  6. Heeei! Mi succedeva la stessa cosa e mi succede ancora quando anche a me capita di entrare a messa per veglie funebri o (rarissimi animali oramai da queste parti) matrimoni.
    Eppure non mi definirebbe nessuno che mi conosce timida, invece quella frase mi arrecava sempre ansia ed imbarazzo, il contatto fisico con sconosciuti tutt'ora mi da imbarazzo, un pò come la mamma di Amelie Pouline, mi controllo mentalmente centimetro per centimetro e cerco di capire se puzzo se si è notata la falda se se s eeee, caspita è la prima volta che incontro qualcuno che palesa una reazione a ciò così tanto anche mia.
    Ahh, mal comune mezzo gaudio ragazzina che ha perso la scommessa!!

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  7. ma perche' vania, tu sei mai entrata in una chiesa ? :D

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  8. E' sempre bello sentire che non sei l' unico...io combatto la mia timidezza proprio sforzandomi di pensare che anche chi è davanti a me sta provando le stesse cose. Un po' aiuta devo dire...la messa comunque fa lo stesso effetto anche a me...riuscivo e riesco sempre sentirmi in colpa perchè non sono capace di mantenere viva l' attenzione nonostante me lo riprometta ogni volta che inizia...

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  9. Ad un funerale sono stato proprio oggi. un furioso teatrino di sguardi e frasi fatte, pianti controllati e coinvolgimento emotivo atto per lo più ad instaurare la solita dottrina. è incredibile come uno ne rimanga sempre un po' stordito, pur sapendo che fa parte di uno spettacolo ben preciso dove ognuno è concentrato sulla propria parte. che siano i parenti, gli amici o il sacerdote. ed è triste in tutto questo non riuscire a piangere, malgrado tu conosca la persona che se n'è andata.

    piesse: forse il complesso del 'segno di pace' si è mitigato perchè il ciuffo non ce l'hai più :)

    ciao

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  10. E lo vedi mio caro che non si finisce mai di conoscere le persone? e ti dirò di più, mai rubata un offerta dei moccoli per la Madonna in vita ia, mai!!!

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  11. si ma scommetto che hai versato dello shampoo nell'acqusantiera

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  12. davide, c'e' del vero in quel che dici, ma forse hai uno sguardo troppo lucido perchè il tuo dispiacere in questo caso era modesto, per chi è veramente colpito credo che non ci siano parti da sostenere, si soffre e basta

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  13. ma dai Vittoria, non ti facevo timida

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