
Fammi un vestito, un vestito di foglie, che non tema l'inverno; fallo di foglie di fico, cucile strette strette, che non caschino mai, che non mi debba ritrovare ad indossare l'ultima per nascondere ciò che so fin troppo bene; fammi quattro maniche, da cui estrarre 4 assi per continuare a barare, ad ingannare me stesso ed il tempo. L'ultima foglia, l'ultimo alibi con cui farmi scudo, l'ultima mancanza, il capro espiatorio, ancora un lasciapassare, un dito dietro cui nascondermi, un salvacondotto fino alla prossima stazione, per resistere, come un ronzino con i paraocchi per completare faticosamente il viaggio.